Il film
Jurassic Park è nell’immaginario collettivo associato ai dinosauri, a
questi giganteschi rettili predatori e carnosauri perennemente a caccia
di prede rievocando milioni e milioni di anni di storia antecedenti alla
comparsa dell’uomo sulla terra. Le testimonianze fossili di organismi
giunti fino a noi da quei tempi remoti, costituiscono l’unica
documentazione confutabile che permette ai paleontologi di studiare e
quindi ricostruire i paleoambienti in cui si riproduceva e diffondeva la
vita unitamente agli habitat di coloro che vi si stabilirono.
Indubbiamente una quantità maggiore di materiale, e quindi di fossili da
studiare e analizzare, consente di definire un’immagine più nitida e
attendibile e in definitiva un quadro più completo delle forme di vita
che occupavano un determinato territorio e le loro relazioni con esso.
E’
risaputo che il Jurassico (o Giurassico) è un periodo dell’era Mesozoica
a cavallo fra il triassico ed il cretaceo. Non tutti però sanno che il
nome, assegnatogli da Alexandre Brongniart famoso chimico,
geologo e zoologo francese, deriva da Giura: una catena montuosa
di origine calcarea al di sotto dei 1800 metri, a cavallo fra Francia,
Germania e Svizzera. Ai fini del nostro discorso ci occuperemo solo
della parte tedesca di questi rilievi,
tralasciando le zone che geograficamente sono situate altrove. In
Germania sotto il nome di Jura troviamo due altopiani calcarei
altrimenti noti come Schwäbische Alb (Svevia) e Fränkische
Alb (Franconia, oggi parte della Baviera). Il calcare che forma
questi rilievi si è formato per deposizione sul fondo di un antico mare:
la Tetide, che bagnava questi luoghi in epoca giurassica.
Difficile credere che fino a 50 milioni di anni fa, prima che il mare
regredisse definitivamente, qui dove ora ci sono solo dolci colline
erbose e boschi,
nuotavano creature marine ormai estinte come gli Ittiosauri o le
ammoniti.
Il
livello delle acque non è stato sempre costante nel tempo ma soggetto a
variazioni come testimoniano le successioni lito-stratigrafiche che ci
raccontano di un mare dal principio caldo e poco profondo che lentamente
si è innalzato, sino a sommergere la maggior parte dell’Europa attuale,
mutando così anche gli habitat e le condizioni di vita degli organismi
che vi abitavano: gli ambienti di scogliera hanno lasciato il posto al
mare aperto.
Le
variazioni eustatiche hanno indotto l’instaurarsi di paleoambienti
differenti dove si sono insediate e/o adattate svariate forme di vita
sia marine che terrestri. Sono state identificate almeno quattro
successioni di rimaneggiamento ed erosione dei sedimenti, causate dalla
regressione marina e avvenute fra l’Aaleniano superiore ed il Bajociano
inferiore, fra il Calloviano medio e quello superiore, nel Calloviano
superiore e fra l’Oxfordiano inferiore e quello medio. Lo spostarsi
della linea di costa nei diversi periodi geologici documenta come la
profondità del mare sia variata da 20 a 100 metri. Prove di questa
regressione sono riscontrabili nelle rocce esposte della cava di
Sengenthal e in quella di Hartmannshof.
Rocce
dall’aspetto, dal colore e dalla consistenza diverse fra loro, sono
quindi riconducibili ad ambienti e a modalità di deposizione differenti.
Le rocce calcaree giurassiche della Svevia e della Franconia possono per
tanto essere suddivise litograficamente e stratigraficamente in tre
livelli a seconda del colore delle loro rocce: nero (Schwarz), marrone (Braun)
e bianco (Weiß).
Il
Weißjura
è
costituito da carbonato di calcio puro al 99% risalente al giurassico
superiore. I fossili litografici di Solnhofen hanno
permesso di documentare ampiamente la flora e la fauna esistenti in quel
periodo grazie a testimonianze fossili eccezionali.
Solnofhen, Echistat,
Heineim
Lo
Schwarz Jura
deriva il proprio nome dagli scisti bituminosi di colore nero che
costituiscono la parte inferiore di questo periodo, identificabili con
la Posidonia shale messa a nudo dalle cave di Holzmaden
in cui sono rinvenibili le ben note Dactylioceras e Harpoceras
del Toarciano.
Holzmaden,
Dottenhausen
Il
Braun Jura
contraddistingue rocce contenenti ossidi di ferro originatesi dalla
limonite che ricopriva minerali argillosi. Il giurassico medio è
pertanto contraddistinto da rocce dal colore marrone, bene esposte a
Sengenthal entro cui sono rinvenibili le famose
Parkinsonia.